NEXT GENERATION EU - RECOVERY PLAN? FACCIAMO CHIAREZZA

È passato ormai più di un anno dall’inizio della pandemia e ciò che mesi fa sembrava irraggiungibile oggi inizia finalmente a prendere forma.

DI COSA PARLIAMO? 

Del tanto chiacchierato RECOVERY FUND o NEXT GENERATION UE

Parlando, discutendo, leggendo su social e web, ci si rende conto di quanta confusione ci sia sull’argomento, dettata certamente dalla diversità di informazioni derivanti dai diversi canali. 

L'unione Europea, come tutte le organizzazioni, redige e forma un bilancio che, ovviamente, individua entrate e uscite. 

Secondo quanto previsto dal Trattato sul funzionamento dell'Unione (TFUE), l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi per portare a compimento le sue politiche. 

Dal lato delle spese, lo strumento più importante è rappresentato dal Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) avente l'obiettivo di assicurare l'ordinato andamento delle spese dell'Unione entro i militi delle sue risorse proprie e per un arco temporale di almeno 5 anni. 

L'attuale QFP (2021-2027) prevede un bilancio di circa 1000 mld di euro destinati al raggiungimento degli obiettivi dell'Unione.

A questo contesto ordinario vanno poi aggiunte le misure straordinarie per contrastare la crisi derivante dalla pandemia che stiamo vivendo.

E 'qui che entra in scena il " Next Generetion EU ", un pacchetto di proposte presentato dalla Commissione Europea nel Maggio dello scorso anno, per far fronte alle esigenze di ripresa dell'Ue e dei suoi Stati. 

Lo strumento consiste in un'integrazione del QFP 2021-2027 (1000 mld di euro circa) con una dotazione di ulteriori 750 mld di euro , per un totale di circa 1800 mld di euro

Ciò rappresenta un evento unico dato dal fatto che il Consiglio dell'Unione Europea ha deciso di incrementare le cosiddette "risorse proprie" attraverso l'attribuzione alla Commissione Europea del potere di portare sui mercati capitali per conto dell'Unione, realizzando un passo importante e per niente scontato verso la condivisione dei rischi.

Il NGEU dota così l'Unione Europea di risorse proprie svincolate dai trasferimenti dei singoli Stati membri aprendo ad una conformazione più federale delle istituzioni europee , pur utilizzando il suo modello nativo avvicinandosi al concetto che se l'unione persegue obiettivi autonomi dagli Stati, dovrà allora avere entrate autonome dagli stessi. 

Ma quindi il Recovery Fund che c'entra con tutto questo? 

Il provvedimento NGEU è anche noto come Recovery Fund , dicitura ereditata dal progetto embrionale di un "fondo per la ripresa" e meglio ancora Recovery and Resiliency Facility (Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza) e cioè strumento cardine del NGEU stesso con la sua Dotazione di 750 mld di euro divisi tra PRESTITI E AIUTI A FONDO PERDUTO agli Stati membri.


L'Italia dovrebbe ricevere circa 210 mld di Euro , fetta che equivale al 27,8% dell'intero importo, che mostra l'importanza della nostra Nazione all'interno dell'Unione Europea. 


Questo dimostra come i periodi di crisi si trasformano subito in grandi opportunità.

 Adesso sta a noi creare un Piano di Ripresa che possa portare l'Italia ad una rinascita economica e sociale con l'augurio di sfruttare al meglio questo pacchetto messoci a disposizione.

 Ne saremo capaci? 

Noi di Staff ce lo auguriamo 

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